venerdì 9 maggio 2014

Nella tela del tempo di Barbara Nalin e Tiziana Recchia

"Il tempo che sconvolge, che unisce, divide e poi riunisce."




Il primo libro di due scrittrici emergenti: Barbara Nalin e Tiziana Recchia.

Melita è una ragazza maltese scappata in America. Lavora nella redazione di un giornale che si occupa di esoterismo, come fotografa. Finalmente ha iniziato ad uscire con un ragazzo, Murad, cercando di ricostruirsi una vita e lasciandosi alle spalle il rapporto burrascoso con la madre, motivo principale della sua dipartita. Quando tutto sembra andare per il meglio, il giornale concorrenziale, pubblica un articolo su un certo mulino in grado di far viaggiare nel tempo. Il mulino in questione è di proprietà della nonna di Melita: Velata dalle Tele. Il capo della ragazza, sentendosi inizialmente tradito, decide di rimandarla a casa, sull'isola di Comino, dov'è collocato il mulino e dove si terrà un corso esclusivo. Così Melita dovrà affrontare tutto ciò che si era lasciata alle spalle per partecipare agli incontri in qualità di fotografa della rivista.
Il corso ha l'obiettivo di ritrovare le 7 Tele, andate perdute nel tempo, che, installate sul mulino, permettono di viaggiare in qualsiasi giorno di qualsiasi epoca. I Cavalieri di Malta erano i custodi di questo segreto ma altri vennero a conoscenza della possibilità di plasmare a proprio piacere la storia e ne scoppiò una guerra. Presto la trama si complica facendo venire a galla, poco a poco, tutti i segreti custoditi dai vari personaggi...

Questo libro mi è piaciuto molto e lo consiglio a tutti. Ho trovato la trama travolgente ed interessante, bilanciata in avventure, riflessioni e sentimenti. La storia regge, anche se in alcuni punti (più che altro alla fine), tra viaggi nel tempo, visioni e flashback si fa un po' fatica a seguire. Molto interessanti e profondi, i discorsi fatti sui valori rappresentati da ciascuna tela. Si percepisce il lavoro di ricerca sia in questi frangenti che in altri: nella scelta dei nomi, nella descrizione dei paesaggi e nella ricostruzione della storia dei Cavalieri di Malta. Brave le scrittrici che si sono alternate in modo fluido senza portare discontinuità nella trama, restando coerenti e creando una trama che tiene incollati al libro dall'inizio alla fine.

"Come una mosca può intrappolarsi fino all'estremo nella tela di un ragno, così l’uomo può rimanere schiavo della tela del tempo, di un tempo non suo, estraniante e sconvolgente, che può condurlo alla definitiva scomparsa o alla sua rigenerazione."


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Qualcosa di più sulle autrici...

Come nasce l’idea di un romanzo a quattro mani?

Barbara: L’idea è nata da Tiziana, (Tiziana è life coach e coach manageriale), che un bel pomeriggio mi chiama e mi dice: “Ti va di scrivere un altro libro?”. Io avevo appena pubblicato un romanzo fantasy per adolescenti “I Guerrieri dell’Arcobaleno e la Profezia di Vallecolore” con una casa editrice di Verona. Io naturalmente ho detto di sì e da lì è iniziata la nostra avventura. 

Cosa c’è di voi nel romanzo? Vicende, analogie con personaggi? O che altro?

Tiziana: per quanto mi riguarda, c’è una forte analogia con Virginia, la formatrice (anche se lei è più giovane di me) e tutte le vicende che la riguardano.

Barbara: io penso di avere delle analogie con tutti i personaggi femminili del romanzo. A tratti mi sono sentita Melita, Anne, Sara, Eliza, Velata, Virginia e non da ultimo Debra. Forse il personaggio a cui mi sono maggiormente affezionata è proprio Velata perchè è quello che io psicologicamente trovo più interessante e riuscito. Anche per Eliza nutro un certo attaccamento perché è proprio da lei che scaturisce l’argomento preferito delle conversazioni femminili: il continuo interrogarsi sul rapporto madre-figlia. 

Ci sono opere o autori che vi hanno indotte alla scrittura o ispirato in qualche modo?

Barbara: io sono una lettrice onnivora, leggo sempre e in continuazione e soprattutto compro libri, come dice mio marito: “Tu devi avere un Karma con i libri”. Sì, insomma, ho un atteggiamento compulsivo, li acquisto, li accatasto, mi approprio degli spazi altrui (vedi spazio libreria di mio marito) e ora anche i miei figli sono come me! Comunque ritornando alla domanda: sì, c’è stato un libro o meglio due libri che mi hanno ispirato e penso mi abbiano portato alla scrittura, “Là dove soffia il Mistral” di Giovanna Righini Ricci che la mia professoressa delle medie ci leggeva durante l’ora di narrativa e “La signora di Hay” di Barbara Erskine.

Cos’è per voi la scrittura?

Barbara: per me la scrittura è tutto, è la mia vita, il modo in cui metto su carta la mia fervida immaginazione, i miei pensieri, la mia sofferenza e la mia gioia. 

Tiziana: per quanto mi riguarda, scrivere questo libro è stata una sorta di esperimento, un mettermi in gioco e vedere se riuscivo a fare anche questo. 

Cosa vi ha spinto verso il self-publishing? 

Barbara: beh, il mondo dell’editoria italiano non brilla certo per correttezza! Io dopo essermi imbattuta in editori che non hanno mai pagato i diritti d’autore, che chiedevo soldi per la pubblicazione o che ancora prima di incominciare ti chiedevano soldi per la promozione, ho deciso di rivolgermi al self-publishing. Questo romanzo non è nemmeno passato per le mani di un agente letterario e casa editrice. 
Sapevo che le grandi case editrici non ti prendono nemmeno in considerazione (ci ho provato con il precedente e mi sono sentita dire che mancava di qualcosa e che non era per niente originale) quindi abbiamo bypassato gli addetti al mestiere e ci siamo messe in gioco. Abbiamo fatto bene? Non lo so, ma so che mi piace il lavoro di promozione che sto facendo, mi diverte e mi gratifica e mi fa sentire parte viva del libro. 

Cosa consigliereste ai neo-scrittori che desiderano pubblicarsi?

Barbara: consiglio di provarci! Di tentare e di mettersi in gioco! Dopotutto cos’hanno da perdere? Prima di pubblicare anche io mi dicevo: “E se poi il libro non piace? Cosa faccio? Di sicuro abbandono tutto”. Beh, ora non è più così, anche se non dovesse piacere, so che continuerò a scrivere, perché è quello che mi riesce meglio e che voglio fare nella vita. 


Sosteniamo queste scrittrici!
A presto, Patty

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