giovedì 11 settembre 2014

Chi ben Comincia #3: Il ritratto di Dorian Gray vs Gray

Buongiorno a tutti! In questi giorni sono stata un po' assente a causa della frenetica vita universitaria... voi cosa state facendo in questi giorni? Vi preparate per la scuola o per l'università? Raccontatemi qualcosa del vostro settembre, del vostro inizio del nuovo anno scolastico/accademico!
Io nel frattempo vi racconto come comincia un altro dei miei classici preferiti...


"Chi ben comincia"è una rubrica a cadenza settimanale, ideata dal blog "Il profumo dei Libri", che propongo ogni giovedì. Cercherò di farvi conoscere più classici possibili con la finalità di avvicinarci alla letteratura, proponendo un'alternativa al genere distopico/fantasy che ormai è il mio/nostro prediletto. 

Le regole sono poche e semplici:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti

Oggi propongo un superclassico, superfamoso, superbello, superispirato romanzo:

Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Lo studio era intriso d'uno splendido odore di rose, e quando la lieve brezza estiva frusciava tra gli alberi del giardino, dalla porta aperta penetrava il pesante profumo delle serenelle, o quello più delicato dei rosaspini. Sdraiato nell'angolo di un divano coperto di stoffe persiane, e fumando, secondo la sua abitudine, un numero indefinito di sigarette, Lord Henry Wotton poteva vedere i fiori di un'acacia, colorati e dolci come il miele, quei rami fragili che pareva potessero appena sopportare una bellezza tanto splendida; e di quando in quando l'ombra fantastica di un uccello volante si proiettava e scorreva sulle pesanti tende di seta, con una specie di fuggitivo effetto giapponese, facendogli ricordare quei pittori di Tokio, dal viso di giada pallida, che pur servendosi d'un'arte necessariamente statica, cercano di rendere il senso della velocità e del moto.

Il cupo brusio delle api che si facevano strada attraverso l’erba alta non falciata, o volteggiavano con monotona insistenza attorno ai corni dorati e impolverati degli sparsi caprifogli, sembrava rendere l’immobilità più opprimente. Il tenue frastuono di Londra era come la nota di bordone di un organo lontano.

Al centro della stanza, fissato a un cavalletto verticale, stava il ritratto a figura intera di un giovane di straordinaria bellezza fisica e di fronte a esso, poco distante, sedeva l’artista, Basil Hallward, la cui improvvisa scomparsa alcuni anni prima aveva suscitato, al tempo, un certo scompiglio pubblico, e dato vita a così tante strane congetture.
Mentre il pittore guardava la forma gradevole e attraente che aveva tanto abilmente rispecchiato nella sua arte, un sorriso di piacere gli attraversò il volto, e parve quasi indugiarvi. Ma d’un tratto si riprese e, chiudendo gli occhi, si pose le dita sulle palpebre, come se cercasse d’imprigionare nella mente uno strano sogno da cui temesse di potersi risvegliare.

Probabilmente conoscete tutti Dorian Gray ma io lo amo e soprattutto adoro questo incipit e la scrittura ricercata di Oscar Wilde... Non potevo non citarlo tra i classici assolutamentissimamente da leggere.

Inoltre questo libro ha ispirato innumerevoli romanzi, tra gli ultimi "Gray" di Francesco Falconi. Io non l'ho ancora letto ma ho letto recensioni molto positive, voi l'avete letto? Inizia così...

Parigi, 7 febbraio 1910

Come il sole quando piove.
    Un raggio incrina l'antracite nel cielo.
    Una cascata di luce bagna place du Tertre. 
    Una folata di vento muove le chiome degli alberi nella piazza.
   Una goccia d'acqua scivola su una foglia. S'illumina come un diamante. Vola nell'aria. E s'infrange su un volto. 
   Il ragazzo si asciuga la guancia. Le dita della mano cariche di anelli d'oro. Solleva appena la testa, socchiude gli occhi. Le labbra si piegano in un sorriso. 
  E' seduto su uno sgabello, al bistrot A la Mère Catherine. Indossa una redingote a doppiopetto marrone scuro, attillata in vita, corta sulle cosce e con una coda che arriva fino al ginocchio. Ampi revers richiudibili gli scendono sulla schiena. La giacca è aperta, lascia intravedere una camicia gialla a maniche lunghe svasate sui polsi e una cravatta ascot color lilla. I pantaloni aderenti e a righe blu, terminano dentro stivali di un nero lucido come ossidiana.

A me, nonostante sia impossibile reggere il confronto con Oscar Wilde, questo libro ispira, fatemi sapere cosa ne pensate e, se avete recensito questo libro, lasciatemi un link così passo a dare un'occhiata per farmi un'idea.

Già che ci sono ringrazio tutti i partecipanti al giveaway, mi fa molto piacere aver scelto un libro che in tanti non vedete l'ora di leggere... se non capite di cosa sto parlando cliccate sul banner in alto a destra e andate a scoprirlo!!

A presto!

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